
Andiamo in Camper
Livigno: una vacanza nel cuore delle Alpi Retiche
Non potendo raggiungere l’Himalaya, ci siamo limitati al nostro “Piccolo Tibet”: Livigno.

Dalla lettura del libro di Alfredo Martinelli dedicato appunto al piccolo paese che si trova a più di 1 800 metri di altitudine, in un ampio altipiano nel cuore delle Alpi Retiche, ci sembrava interessante andare a scoprire nella stagione estiva questa località, oggi conosciuta soprattutto per lo shopping.
In effetti Livigno è una zona extra-doganale, cioè dove si ha esenzione dell’IVA ed è vantaggioso l’acquisto di numerosi prodotti di lusso come profumi e orologi ma anche abbigliamento sportivo o griffato: il villaggio è riuscito a mantenere anche un aspetto agreste, con la presenza di numerose aziende agricole. Così, oltre che dare impulso al turismo “mordi e fuggi” legato agli acquisti abbiamo scoperto che qui si può fare una vacanza attiva e improntata alla scoperta.
Questo paese, che fino agli anni ’50 rimaneva completamente isolato dalle prime nevicate autunnali fino alla tarda primavera, ora è una cittadina che conta circa 6 000 residenti stabili e nel mese di agosto arriva a registrare fino 25 000 presenze: qui si viene a cercare frescura e refrigerio “scappando” dalle città infuocate e ha la possibilità di fare passeggiate semplici o più faticose, giri in bicicletta nelle diverse piste ciclabili o percorsi più impegnativi in salita o in discesa, dedicati agli amanti del downhill.
Livigno è raggiungibile dall’alta Valtellina, dopo aver superato Bormio e Valdidentro, attraverso il Passo del Foscagno, oppure da Tirano si entra in Svizzera e si segue per il Passo della Forcola; noi l’abbiamo fatto con il carrello porta-moto al seguito, nell’intento di installarci a Livigno per girare con la moto le Alpi centrali.
Nel fondovalle scorre l’unico fiume italiano che sfocia nel Mar Nero: il fiume Acqua Granda supera il paese e, attraverso una valle stretta che costituisce il Passo del Gallo, entra in Svizzera e poi si immette nel fiume Inn e quindi nel Danubio. E Aquagranda è il nome dato a un grande parco divertimenti con l’acqua: qui è presente dalla piscina olimpionica a centro wellness con tanto di saune, bagni turchi e docce cromoterapiche, all’area giochi con scivoli di diverse dimensioni e vasche a diverse altezze per i bambini di ogni età e addirittura una pista di atletica per soddisfare le esigenze di chi arriva a Livigno per un allenamento in quota.
Anche noi, che siamo stati coinvolti nel vortice dello shopping, siamo poi riusciti a provare gli effetti benefici della vacanza in montagna. Veramente ce n’è per tutti i gusti: dal Centro “Aquagranda” dove trascorrere una giornata all’insegna del benessere, alle camminate sulle innumerevoli piste che collegano il fondovalle; gite in bicicletta o in mountain bike: noi di certo non come con i ciclisti professionisti che appartengono alle squadre di tutto il mondo e che eleggono Livigno e il suo comprensorio a base per la loro preparazione atletica, però quanto basta per divertirsi. Per noi anche i giri in moto visto che Livigno si può configurare come il crocevia di diverse valli permettendo di affrontare diversi e famosi passi alpini: dal Passo dello Stelvio all’Umbrail e poi fino al Passo Resia. Anche in questo caso in una giornata, ogni motociclista si toglie la voglia di curve: partendo da Livigno, basta uscire, attendere che gomme e motore raggiungano la temperatura adeguata e già il divertimento è iniziato, curve a non finire e paesaggi meravigliosi.
Noi per esempio un giorno da Livigno ci siamo diretti verso il Passo del Gallo che, con un tunnel a pagamento, porta in Svizzera, qui ci si trova con pochi tornanti del Passo del Forno, ci si trova nella Valle di Mustair, dove le abitazioni decorate con i graffiti ci riportano ad un tempo passato, poi con le incredibili curve del Giogo di Santa Maria abbiamo raggiunto una zona brulla e desolata che è stata anche teatro di qualche scaramuccia durante la prima guerra mondiale: eccoci quindi in Val Braulio, dove gli incredibili tornati sono amati tanto dai ciclisti quanto dai motociclisti. Arrivati a Bormio, nel cuore della Valtellina, per tornare a Livigno mancano ancora due Passi alpini che costeggiano ghiacciai scintillanti: il passo del Foscagno e il Passo Eire; eccoci così a Trepalle, il borgo che si trova alla più alta quota in Italia. Una manciata di case, qualche albergo e certamente grandi sacrifici per vivere a questa quota tutto l’anno: siamo a 2020 metri sul livello del mare!
Un altro bel giretto ci ha permesso di raggiungere la cima del Passo dello Stelvio: se le curve sono affascinanti, le lingue del ghiacciaio invece fanno un po’ riflettere: sono evidenti i segni dello scioglimento e della riduzione della massa del ghiaccio, non occorre molto studio per capire che il clima sta veramente cambiando.
Ma curve e ancora curve ci portano a Trafoi, patria del grande Gustav Thoeni, una piccola sosta a Solda, al Museo “Alla fine del mondo” ideato da Reinold Messner, una delle cinque sedi del “Messner Mountain Museo” e poi via verso la Val Venosta, fino a Resia per vedere la chiesa sommersa negli anni cinquanta per la costruzione di una diga e di nuovo il passaggio a Mustair. Insomma, ogni lunga o breve uscita ci permette di divertirci e di scoprire le bellezze dell’ambiente alpino.
Dove sostare? Qui a Livigno non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Già negli ultimi vent’anni del ‘900, il comune di Livigno aveva avviato la realizzazione da parte di privati di numerose aree di sosta: era l’Amministrazione comunale stessa che chiedeva ai contadini del posto di dedicare un piccolo fondo di loro proprietà come area di sosta; intorno al Duemila alcune di queste aree sono diventate campeggi, altre hanno mantenuto l’identità di semplice area per la sosta dei camper.
Noi abbiamo scelto il campeggio “Aquafresca”.
Diciamo che, forse perché è nato come area di sosta, forse per scelta dei proprietari, Aquafresca ha mantenuto la vera essenza del campeggio, cioè ampie e accoglienti piazzole in prato armato, bagni ordinati e puliti, parco giochi, c’è persino la griglia: un campeggio in semplicità e senza tanti fronzoli al giusto prezzo.
Soprattutto è nato ed è rimasto un campeggio a carattere familiare: i proprietari vivono qui e hanno il dono di far sentire a casa gli ospiti.
E lo fanno per diverse ragioni: intanto è presente un piccolo bar – ritrovo dove la sera, chi si sente solo o ha voglia di chiaccherare, incontra i proprietari e gli altri ospiti; poi perché questi momenti si trasformano in un racconto che è un vero scambio di culture. Ad esempio noi, grazie ad una serata trascorsa al bar del campeggio, abbiamo imparato come i Livignaschi estraggono l’essenza di arnica, dopo aver raccolto i fiori nei prati della valle, oppure come preparano un amaro speciale a base di erba iva. E’ chiaro che così ogni informazione diventa uno scambio: ognuno porta un po’ del suo sapere e veramente ci si arricchisce vicendevolmente.
In effetti Livigno è una zona extra-doganale, cioè dove si ha esenzione dell’IVA ed è vantaggioso l’acquisto di numerosi prodotti di lusso come profumi e orologi ma anche abbigliamento sportivo o griffato: il villaggio è riuscito a mantenere anche un aspetto agreste, con la presenza di numerose aziende agricole. Così, oltre che dare impulso al turismo “mordi e fuggi” legato agli acquisti abbiamo scoperto che qui si può fare una vacanza attiva e improntata alla scoperta.
Questo paese, che fino agli anni ’50 rimaneva completamente isolato dalle prime nevicate autunnali fino alla tarda primavera, ora è una cittadina che conta circa 6 000 residenti stabili e nel mese di agosto arriva a registrare fino 25 000 presenze: qui si viene a cercare frescura e refrigerio “scappando” dalle città infuocate e ha la possibilità di fare passeggiate semplici o più faticose, giri in bicicletta nelle diverse piste ciclabili o percorsi più impegnativi in salita o in discesa, dedicati agli amanti del downhill.
Livigno è raggiungibile dall’alta Valtellina, dopo aver superato Bormio e Valdidentro, attraverso il Passo del Foscagno, oppure da Tirano si entra in Svizzera e si segue per il Passo della Forcola; noi l’abbiamo fatto con il carrello porta-moto al seguito, nell’intento di installarci a Livigno per girare con la moto le Alpi centrali.
Nel fondovalle scorre l’unico fiume italiano che sfocia nel Mar Nero: il fiume Acqua Granda supera il paese e, attraverso una valle stretta che costituisce il Passo del Gallo, entra in Svizzera e poi si immette nel fiume Inn e quindi nel Danubio. E Aquagranda è il nome dato a un grande parco divertimenti con l’acqua: qui è presente dalla piscina olimpionica a centro wellness con tanto di saune, bagni turchi e docce cromoterapiche, all’area giochi con scivoli di diverse dimensioni e vasche a diverse altezze per i bambini di ogni età e addirittura una pista di atletica per soddisfare le esigenze di chi arriva a Livigno per un allenamento in quota.
Anche noi, che siamo stati coinvolti nel vortice dello shopping, siamo poi riusciti a provare gli effetti benefici della vacanza in montagna. Veramente ce n’è per tutti i gusti: dal Centro “Aquagranda” dove trascorrere una giornata all’insegna del benessere, alle camminate sulle innumerevoli piste che collegano il fondovalle; gite in bicicletta o in mountain bike: noi di certo non come con i ciclisti professionisti che appartengono alle squadre di tutto il mondo e che eleggono Livigno e il suo comprensorio a base per la loro preparazione atletica, però quanto basta per divertirsi. Per noi anche i giri in moto visto che Livigno si può configurare come il crocevia di diverse valli permettendo di affrontare diversi e famosi passi alpini: dal Passo dello Stelvio all’Umbrail e poi fino al Passo Resia. Anche in questo caso in una giornata, ogni motociclista si toglie la voglia di curve: partendo da Livigno, basta uscire, attendere che gomme e motore raggiungano la temperatura adeguata e già il divertimento è iniziato, curve a non finire e paesaggi meravigliosi.
Noi per esempio un giorno da Livigno ci siamo diretti verso il Passo del Gallo che, con un tunnel a pagamento, porta in Svizzera, qui ci si trova con pochi tornanti del Passo del Forno, ci si trova nella Valle di Mustair, dove le abitazioni decorate con i graffiti ci riportano ad un tempo passato, poi con le incredibili curve del Giogo di Santa Maria abbiamo raggiunto una zona brulla e desolata che è stata anche teatro di qualche scaramuccia durante la prima guerra mondiale: eccoci quindi in Val Braulio, dove gli incredibili tornati sono amati tanto dai ciclisti quanto dai motociclisti. Arrivati a Bormio, nel cuore della Valtellina, per tornare a Livigno mancano ancora due Passi alpini che costeggiano ghiacciai scintillanti: il passo del Foscagno e il Passo Eire; eccoci così a Trepalle, il borgo che si trova alla più alta quota in Italia. Una manciata di case, qualche albergo e certamente grandi sacrifici per vivere a questa quota tutto l’anno: siamo a 2020 metri sul livello del mare!
Un altro bel giretto ci ha permesso di raggiungere la cima del Passo dello Stelvio: se le curve sono affascinanti, le lingue del ghiacciaio invece fanno un po’ riflettere: sono evidenti i segni dello scioglimento e della riduzione della massa del ghiaccio, non occorre molto studio per capire che il clima sta veramente cambiando.
Ma curve e ancora curve ci portano a Trafoi, patria del grande Gustav Thoeni, una piccola sosta a Solda, al Museo “Alla fine del mondo” ideato da Reinold Messner, una delle cinque sedi del “Messner Mountain Museo” e poi via verso la Val Venosta, fino a Resia per vedere la chiesa sommersa negli anni cinquanta per la costruzione di una diga e di nuovo il passaggio a Mustair. Insomma, ogni lunga o breve uscita ci permette di divertirci e di scoprire le bellezze dell’ambiente alpino.
Dove sostare? Qui a Livigno non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Già negli ultimi vent’anni del ‘900, il comune di Livigno aveva avviato la realizzazione da parte di privati di numerose aree di sosta: era l’Amministrazione comunale stessa che chiedeva ai contadini del posto di dedicare un piccolo fondo di loro proprietà come area di sosta; intorno al Duemila alcune di queste aree sono diventate campeggi, altre hanno mantenuto l’identità di semplice area per la sosta dei camper.
Noi abbiamo scelto il campeggio “Aquafresca”.
Diciamo che, forse perché è nato come area di sosta, forse per scelta dei proprietari, Aquafresca ha mantenuto la vera essenza del campeggio, cioè ampie e accoglienti piazzole in prato armato, bagni ordinati e puliti, parco giochi, c’è persino la griglia: un campeggio in semplicità e senza tanti fronzoli al giusto prezzo.
Soprattutto è nato ed è rimasto un campeggio a carattere familiare: i proprietari vivono qui e hanno il dono di far sentire a casa gli ospiti.
E lo fanno per diverse ragioni: intanto è presente un piccolo bar – ritrovo dove la sera, chi si sente solo o ha voglia di chiaccherare, incontra i proprietari e gli altri ospiti; poi perché questi momenti si trasformano in un racconto che è un vero scambio di culture. Ad esempio noi, grazie ad una serata trascorsa al bar del campeggio, abbiamo imparato come i Livignaschi estraggono l’essenza di arnica, dopo aver raccolto i fiori nei prati della valle, oppure come preparano un amaro speciale a base di erba iva. E’ chiaro che così ogni informazione diventa uno scambio: ognuno porta un po’ del suo sapere e veramente ci si arricchisce vicendevolmente.
La latteria di Livigno
La latteria a Livigno nasce nel 1950 dall’associazione degli allevatori che costituiscono la “Latteria Turnaria”,
dove cioè ogni aderente a rotazione, “a turno” appunto partecipa alla trasformazione del latte munto in valle; successivamente, con la necessità di raccogliere il latte in modo più puntuale e secondo le moderne regole igieniche, la “Latteria Turnaria” è stata trasformata in una vera e propria cooperativa con sede nel centro del paese di Livigno, da un paio d’anni, per rispondere alle rinnovate esigenze sanitarie è stata realizzata una moderna struttura che si trova in fondo al paese ma è comodamente servita da un servizio di autobus e si trova proprio lungo una delle piste ciclabili.
Così la “Latteria” è riuscita a coniugare l’aspetto contadino con quello turistico: infatti è possibile, tramite finestre, seguire tutte le fasi di lavorazione del latte, compresi i momenti di confezionamento.
Attualmente la “latteria di Livigno” raccoglie solo il latte prodotto a Livigno e Trepalle e giornalmente lo trasforma in yogurt, burro, formaggi, gelato e da quest’anno anche in cioccolato al latte.
Qui oltre alla trasformazione del latte, è possibile acquistare i prodotti o gustarli direttamente: infatti sono stati realizzati un bar interno e uno all’aperto e un banco per la vendita del gelato, posizionato addirittura sulla pista ciclabile. E’ impossibile non fermarsi per una sosta golosa!
La latteria a Livigno nasce nel 1950 dall’associazione degli allevatori che costituiscono la “Latteria Turnaria”,
dove cioè ogni aderente a rotazione, “a turno” appunto partecipa alla trasformazione del latte munto in valle; successivamente, con la necessità di raccogliere il latte in modo più puntuale e secondo le moderne regole igieniche, la “Latteria Turnaria” è stata trasformata in una vera e propria cooperativa con sede nel centro del paese di Livigno, da un paio d’anni, per rispondere alle rinnovate esigenze sanitarie è stata realizzata una moderna struttura che si trova in fondo al paese ma è comodamente servita da un servizio di autobus e si trova proprio lungo una delle piste ciclabili.
Così la “Latteria” è riuscita a coniugare l’aspetto contadino con quello turistico: infatti è possibile, tramite finestre, seguire tutte le fasi di lavorazione del latte, compresi i momenti di confezionamento.
Attualmente la “latteria di Livigno” raccoglie solo il latte prodotto a Livigno e Trepalle e giornalmente lo trasforma in yogurt, burro, formaggi, gelato e da quest’anno anche in cioccolato al latte.
Qui oltre alla trasformazione del latte, è possibile acquistare i prodotti o gustarli direttamente: infatti sono stati realizzati un bar interno e uno all’aperto e un banco per la vendita del gelato, posizionato addirittura sulla pista ciclabile. E’ impossibile non fermarsi per una sosta golosa!
