Andiamo in Camper

Una visita al …cimitero!

Quasi tutti ricordano il marchio “Brionvega” se non altro per le celebri radioline e per le televisioni prodotte a partire dagli anni ‘50, ma forse non tutti ricordano

Immagine #839
Quasi tutti ricordano il marchio “Brionvega” se non altro per le celebri radioline e per le televisioni prodotte a partire dagli anni ‘50, ma forse non tutti ricordano che il nome del marchio deriva dal nome del titolare dell’azienda, il signor Giuseppe Brion nato e cresciuto a San Vito di Altivole, un piccolo paese nel trevigiano, non molto distante da Asolo e da Riese, la patria di Pio X e vicinissimo anche al Monte Grappa, che si intravede nello sfondo.Il signor Brion, che già prima della seconda guerra mondiale si era trasferito a Milano e aveva iniziato a lavorare nel campo dell’elettromeccanica, con la fine del conflitto fondò una piccola azienda per la produzione di componenti elettronici e successivamente per la produzione di radio e televisioni: la “Brionvega”.
Immagine #844
Purtroppo il signor Brion morì improvvisamente nel novembre del 1968 a soli 59 anni: la moglie Onorina Tomasin volle onorarlo facendo realizzare un monumento funebre che lo ricordasse. Incaricato del progetto fu naturalmente un designer di punta del panorama del periodo: Carlo Scarpa, anch’egli di origini venete ma molto conosciuto in Italia e nel mondo.L’architetto Scarpa si era già distinto nella realizzazione di opere monumentali e di monumenti funebri in particolare, ma a San Vito era chiamato a rendere omaggio all’industriale realizzando un ambiente dove la trasparenza acqua e il verde dell’erba creino un pensiero mistico con la ruvidità del cemento grezzo del monumento.
Immagine #853
La tomba Brion si trova nel cimitero del paese, nel lato rivolto a est e vi si accede tramite una scaletta in cemento grezzo: subito si hanno davanti due grandi fori intrecciati che ricordano le fedi nuziali a simboleggiare l’amore tra Giuseppe e Onorina e sullo sfondo un laghetto e il verde del prato.Da un lato una sorta di tempio orientale: un grande cubo in cemento, circondato dal laghetto con le ninfee, una cappella con una cupola a piramide, aperta verso il cielo; sicuramente per tutti è un luogo suggestivo che invita al raccoglimento e alla meditazione.Si vede quindi una sorta di altare rivestito di tessere bianche e nere, su cui sono posati  i feretri dei due coniugi Brion, inclinati l’uno verso l’altro e rivestiti di doghe di legno d’ebano: amanti nella vita, hanno voluto essere congiunti anche nell’aldilà.Un’altra tettoia in cemento, sembra appoggiata al muro ma non lo è, raccoglie altri sarcofagi dei familiari più stretti.
Immagine #843
Un passaggio nell’acqua  ci introduce, tramite un arco, che poi è un cerchio alla cappellina: di nuovo il pavimento di tessere bianche e nere, il soffitto che apre verso il cielo e le pareti con grandi e strette finestre con le scanalature “firma” di Scarpa.