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Un bel venerdì di sole noleggiamo presso la concessionaria Ducati di Varese “Ghezzi Moto”, una Ducati Multistrada 1260 per un fine settimana in cui provare sulle curve liguri una poltrona (sportiva) per due

Con il valido aiuto offerto dal concessionario per caricare sul carrello porta-moto, quella che per un weekend sarà il nostro mezzo a due ruote, partiamo!

Da Voltri partiamo per un  giro in città;  siamo curiosi di andare a vedere la zona del ponte sul Polcevera, riaperto da poco tempo. Percorriamo i grandi viali cittadini e la sopraelevata, fino a raggiungere la zona dove si trova ancora traccia del cantiere del ponte e poi raggiungiamo la zona della “Coronata” da cui si gode un’ampia vista sulla città e sul nuovissimo ponte. Ci fermiamo a ripensare a quei morti e alle loro famiglie ma anche a tanti lavori di manutenzione che purtroppo nel nostro Bel Paese vengono spesso procrastinati finchè “non ci scappa il morto”. C’è da dire che l’opera è notevole e, come lo aveva il ponte Morandi, anche il nuovo ponte ha un forte impatto sul panorama cittadino e ora si aggiunge anche un impatto emotivo.

Con la nostra Multistrada 1260S  proseguiamo lungo la strada statale n. 1, l’Aurelia,  superiamo velocemente tanti piccoli borghi della costa: Bogliasco, Sori, Recco, Camogli. Poi la strada lascia la costa e con qualche bella curva arriviamo a Rapallo. Proseguiamo veloci verso levante fino a raggiungere il passo del Bracco,  incontriamo numerosi ciclisti e molti altri motociclisti come noi; siamo sempre nell’entroterra, il mare è lontano ma siamo avvolti dal profumo della macchia mediterranea.Ritorniamo prossimi al mare solo a La Spezia: un’altra città molto interessante ma per la sosta dobbiamo aspettare perchè la nostra meta è  Portovenere.
Lasciamo la città e proseguiamo dapprima verso Le Grazie e poi il borgo di  Portovenere.

Portovenere è un antico borgo marinaro dove, oltre a belle spiagge, si può passeggiare sul lungomare e tra i carrugi, tra case dai colori variopinti e salire fino alla splendida chiesa di San Pietro, dalla caratteristica costruzione a fasce bianche e nere e fermarsi presso  il luogo in cui secondo la tradizione Lord Byron nuotò nel tentativo di raggiungere un  suo amico poeta, Shelley, che si trovava nella zona delle Cinque Terre. Tant’è: al di là della grotta sottomarina, visitabile solo dai subacquei, per noi un mare così bello con delle scogliere altrettanto incantevoli, sono un bel premio per i nostri occhi. 

Siamo veramente accaldati, d’altronde l’abbigliamento da moto è rigorosamente in pelle e non dà tregua…

fortunatamente il capiente bauletto della Ducati contiene il necessario per una giornata di mare,  tolti pantaloni e giacca da moto, infiliamo il costume da bagno e via,  una bella nuotata nelle acque cristalline delle Bocche, cioè il braccio di mare che separa Portovenere dall’isola del Tino, è quello che ci vuole per rintemprarci prima del rientro al nostro camper che si trova in quel di Genova.

Tornati a Genova, decidiamo di spostarci con camper e carrello nella zona di ponente: nonostante la mole della Multistrada 1260 con facilità la carichiamo sul carrello, sì solo noi due senza nessun altro aiuto nè sollevatore automatico. 

Questa volta decidiamo di testare non solo un camper ma una moto di grossa cilindrata usando come “campo base” il nostro veicolo ricreazionale. 
La moto in prova è la regina delle “crossover stradali” italiane, cioè la Ducati Multistrada 1260 nella versione più accessoriata S. Partiamo dal design di questa motocicletta che è la quintessenza del made in Italy, finiture impeccabili, prestazioni da urlo, unite al comfort e comodità regali. La parte anteriore protesa in avanti con un becco che è la base di una fanaleria full led sprizza aggressività da ogni angolo, i fari sono collegati senza soluzione di continuità al cupolino ed al copri-serbatoio in materiale plastico per poi raccordarsi alla sella del pilota. La sella del passeggero anche se adiacente a quella anteriore è posta ad un piano rialzato per meglio godere della vista della strada. Tutti i componenti del mezzo sono della migliore qualità a partire dai freni Brembo ad attacco radiale per arrivare al display TFT a colori del cruscotto completamente digitale passando dalle sospensioni semiattive dalla quantità innumerevole di regolazioni.

Il motore ha quattro mappe disponibili: sport, touring (da 158 CV),  urban ed enduro (limitato a 100 cv) e per ciascuna mappa è possibile regolare la risposta del motore, il controllo di trazione, comunicare alla moto se si è a bordo da soli, da soli con le borse, in due ed in due con le borse. Insomma ci si può cucire addosso il vestito “multistrada” in base alle proprie esigenze di guida, di traffico ed in base alle condizioni stradali, sempre con la massima sicurezza offerta dall’elettronica che controlla persino il livello di impennata consentito, oltre ad avere i comandi al manubrio retroilluminati come il cruscotto di un’auto di classe. 

Il pilota è coccolato da ogni accorgimento per rendere i trasferimenti puro divertimento e non fatica, il cambio è elettro attuato e permette (se si vuole) sopra i 50 km/h di passare alla marcia superiore ed in scalata senza usare la frizione e senza abbassare l’acceleratore. Nel modello S sono comprese, oltre alle sospensioni attive anche il cruise control, gli indicatori di direzione a spegnimento automatico, l’assistenza per la partenza in salita ed i fari che in base alla curva che si sta percorrendo ed alla “piega” impostata, si accendono gradualmente illuminando il centro curva: nelle curve della Liguria, percorse anche al buio e con la pioggia, sono veramente efficaci ed infondono sicurezza. 

Per i più tecnici diamo qualche numero: 158 CV a 9500 rpm, 129,5 Nm a 7500 rpm ma con già la maggior parte disponibile a 4000 rpm, insomma entusiasmante.
L’impressione di guida del pilota è stata di un gran divertimento pur con la passeggera a bordo e il baule carico del necessario per trascorrere una giornata di curve e mare. Lo spazio in sella è ampio e ben dimensionato. Abbiamo potuto apprezzare l’assenza di vortici fastidiosi nel trasferimento autostradale di rientro per raggiungere il camper e la presenza delle vibrazioni del “pompone” di quasi 1300 cc mai fastidiose. 

Impostata la mappa in sport il rumore diventa cupo ed aggressiva, le sospensioni rendono la moto molto maneggevole tra una curva e l’altra, con un’agilità che non ci si aspetta. 
Per andatura più turistica la mappa touring è la migliore, infatti rende la moto morbida ma reattiva con reazioni sempre sotto controllo elettronico. I comandi sono belli al tatto e facili da usare.
La seduta posteriore è ampia e morbida,  è piuttosto alta da permettere il controllo della strada invece  non  è del tutto visibile lo strumento per controllare che il conducente non corra troppo (ma questo per chi guida non è un difetto, si evitano spiacevoli sgridate). Anche la posizione delle gambe è comoda si raggiungono comodamente le pedanelle e le gambe non sono né rannicchiate né troppo distese. Non ci sono vibrazioni sensibili o fastidiose, è molto aereodinamica specialmente in autostrada dove anche in trasferimento si apprezza un buon comfort e soprattutto all’arrivo non si ha la fastidiosa sensazione di intontimento dovuto ai vortici di aria.

Da motociclisti di vecchia data e da possessori di una vecchia Ducati Multistrada 1000 possiamo affermare che Ducati con questo modello ha accontentato sia il piacere di guida che la comodità ma purtroppo ha reso obsoleta la nostra cara Multi 1000 che speriamo di poter sostituire con questo gioiello.

Ringraziamo la Ghezzi Moto di Varese che ci ha permesso di testare questo fantastico prodotto italiano.

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