Un tratto della “Via del Sale”

Da Colle Melosa a Realdo

La via del Sale era il percorso degli uomini che dal mare portavano il loro prezioso carico verso l’entroterra, valicando le montagne in percorsi anche molto faticosi: uno dei più famosi risale la Val Roya da Ventimiglia a Limone Piemonte.

Dal mare raggiungiamo la Valle Argentina: il paesaggio diventa subito aspro, la strada percorre la sponda destra del torrente e si incunea in una gola scoscesa e chiusa, solo a Badalucco il paesaggio si addolcisce e la strada pur con belle curve, rimane più morbida. Superato Montalto Ligure si raggiunge Molini di Triora con la deviazione verso sinistra per il Colle Melosa

La strada inizia a salire tra boschi di lecci e castagni, finchè si arriva alla Colla di Langan, dove ci fermiamo un momento per ammirare uno splendido panorama che si apre verso Pigna e Ventimiglia con lo sfondo blu del mare.


Ne abbiamo percorso un brevissimo tratto sterrato da Colle Melosa al bivio per Breuil sur Roya, il mare era veramente bello, piacevole era rimanere pigramente distesi sulla spiaggia ma la presenza della nostra moto, portata con il carrello a traino del camper ci ha permesso di esplorare l’entroterra: vuoi mettere una giornata di curve e sterrati nell’entroterra ligure, sulle tracce di antichi sentieri? Un’occasione da non perdere!

Prendiamo a destra, direzione Colle Melosa: ci arrampichiamo e notiamo sullo sfondo un vasto edificio “appiccicato” alla montagna. La domanda è inevitabile: cosa sarà mai un’opera così grandiosa in piena montagna? A Colle Melosa, la strada diventa subito  sterrata. Incontriamo gruppi di camminatori, di cercatori di funghi e castagne e anche diversi bikers, per la verità molti con e-bike o con moto da fuoristrada. Ce la faremo con la nostra Ducati Multistrada 1260?

Chiediamo informazioni e ci dicono che è una questione di “polso”: sì la strada è percorribile, certo con il passeggero ci vuole con una certa audacia…sarebbe meglio avere una moto più leggera, essere dotati di pneumatici tassellati e soprattutto non essere in coppia!

Il panorama è fin da subito bellissimo, maestoso: il mare si intravede oltre la cresta e la vegetazione di fine estate è semplicemente spettacolare, anche il vento non è da meno: in certi punti si ondeggia!
Dopo un tornante vediamo l’insegna “Sentiero degli alpini” e l’indicazione per il Rifugio “Monte Grai”: ecco scoperto cos’era l’edificio che si vedeva in lontananza. Attualmente è chiuso e anche piuttosto diroccato ma l’impatto visivo resta imponente.

Noi proseguiamo lungo la strada che diventa sempre più complessa visto che i ciottoli sono di varie dimensioni e a volte anche piuttosto grossi., la strada  non è  ripida e diventa un falso piano. 
Arrivati al Col Bertrand non si vede più il mare ma solo le Alpi: in primo piano le Alpi liguri, poi le piemontesi e qualcuna ha già la cima innevata. Nel frattempo ci siamo avvicinati al confine francese: incontriamo diverse pietre miliari che segnalano il confine italo-francese.
Dopo poco eccoci a Cima Marta dove notiamo tutta una serie di vecchie caserme abbandonate, ora solo qualche pastore con mucche e pecore…
Finalmente inizia la discesa, la strada verso sinistra porta Breil sur Roya e quella a destra resta in Italia per raggiungere Realdo e Triora. Noi scegliamo questa opzione e dopo diversi tornanti,  su strada asfaltata e ben tenuta, incontriamo Borniga.

Una manciata di case dove un tempo vivevano stabilmente alcune famiglie, oggi l’insegna “paese demacchinizzato” ci fa sorridere viste le dimensioni delle viuzze e le case sono state state trasformate in alloggi per vacanze estive. Ancora una volta il panorama è di una bellezza che lascia senza fiato: le montagne, i boschi verdissimi e lo sfondo del mare blu. Non vorremmo mai andar via! 

Ma le sorprese non mancano, quando arriviamo a Realdo ci sembra di essere sospesi nel vuoto: un paesino piccolo che si trova sul ciglio di un burrone e davanti a noi… il mare.
Rivedendolo dal basso, ci accorgiamo come ci siano diverse pareti adatte all’arrampicata: in paese ce l’avevano detto che molti arrivano qui per arrampicare perchè ci sono ripide pareti calcaree di varie difficoltà che specialmente in primavera ed in estate attirano climbers anche da altre regioni. 

Il nostro anello si chiude ai Mulini di Triora dove proseguiamo per il mare, contenti perchè anche questa volta in Liguria lo spettacolo è non solo il mare ma anche l’entroterra!

Percorso adatto a moto da enduro e non adatto a motociclisti principianti

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