La terra delle aquile

Ciò che riportiamo aiuterà molti (speriamo) a sfatare il mito, tutto italiano e favorito da certi film e racconti giornalistici, che l’Albania sia un luogo insicuro per i viaggiatori, che troveranno solo difficoltà, scarsi servizi, poca sicurezza e, non ultimo, niente di così  tanto attraente da meritare un viaggio.

Velocemente siamo passati dalla Croazia e dal Montenegro e siamo entrati in Albania dal valico di Dodaj (GPS N 42,017321, E 19,373256): subito abbiamo provveduto all’acquisto dell’assicurazione, dato al momento nessuna compagnia italiana assicura di default un camper o un automezzo per l’Albania, il costo è di circa 30 € per 15 giorni, in dogana ci sono diversi “bagarini” ma è sempre meglio preferire le vere e proprie agenzie. Dobbiamo riconoscere: l’impatto iniziale è stato tremendo, anche perché lungo la strada abbiamo incontrato diversi Rom, ma anche anziani contadini che accompagnavano la loro mucca con una semplice corda lungo la strada e verso un campo dove pascolare, oppure carretti trainati da un asinello e caricati con ogni bene oppure guidati da un ometto accompagnato da una donna velata, insomma arrivavamo sì dal Montenegro ma ci siamo sentiti catapultati indietro di almeno cinquant’anni.

Arrivati alle porte di Skodar (Scutari) ci siamo sentiti ancora più sconsolati: con il camper si doveva attraversare un ponte con giunti di dilatazione larghi 10 cm e un giovane a piedi nudi pescava dal fiume sottostante dall’acqua di un colorino non proprio accattivante. 

Quello avevamo letto e visto in film rappresentava dunque la verità? 

Con una certa dose di coraggio abbiamo imboccato un’autostrada a doppia corsia e doppia carreggiata ma del tutto priva di ripari laterali se non dei “cordoli” ma in più con periodiche interruzioni non segnalate.  Mentre si guida è importante avere un occhio che guarda lontano, visto che eventuali rallentamenti possono indicare cambi di direzione.

Rapidamente abbiamo attraversato Durazzo: un porto d’arrivo delle navi dall’Italia, la città è un vero porto di mare e nemmeno molto bella con una serie di palazzi e negozi anche un po’ disordinati; il mare però ha riscattato questo contorno non molto edificante: la sosta presso il campeggio “Paemer” ci ha consentito di godere qualche giornata perfettamente in riva al mare in un ambiente decisamente confortevole con standard di tipo europeo.

Brevissimo anche il passaggio a Tirana, sia a causa del traffico sia per l’oggettiva impossibilità di parcheggiare il nostro veicolo in un luogo custodito: certamente l’essere una capitale ha però permesso alla città di avere quartieri molto belli e ben tenuti, con giardini ricchi e curati.

A questo punto una scelta: dirigerci verso l’interno oppure ancora al mare. Abbiamo scelto l’interno, andare a Berat perché tanto avevamo letto a proposito di questa città  che è inserita nella Lista tutelata dal Patrimonio dell’Unesco, la città delle mille finestre. Le informazioni che avevamo raccolto non solo erano veritiere, ma possiamo affermare che forse riducevano anche un po’ la bellezza unica del villaggio. Occorre prendersi un po’ di tempo e girovagare per il vecchio villaggio bellissimo sia di giorno che di sera: non c’è l’assalto del turismo e non ci sono i soliti negozietti di souvenir di dubbio gusto: case addossate le une alle altre, con muri imbiancati e finestre a quadretti di tipo ottomano, tetti di tegole e vie acciottolate con scorci straordinari: è più facile incontrare qualche galletto scappato dal pollaio che altri turisti. 

Altro incontro con la cultura, questa volta classica, ad Apollonia (GPS N 40,720884 E 19,471421), vicino alla città di Fier (Fieri). La città fu un’importante città-stato che ottenne  da Giulio Cesare lo status di “città libera” e qui mandò il nipote Ottaviano a completare gli studi, perché era un grande centro culturale con una celebre scuola di filosofia.  Ora, dopo decenni di abbandono e impaludamento, in un ambiente assolutamente intatto si trovano i resti visitabili della città romana-greca dove sono visibili oltre al tempio, ricostruite le colonne ma conservato il frontone e, accanto uno bellissimo chiostro romanico con annessa chiesa ortodossa; consigliamo anche la visita al museo locale che raccoglie i reperti degli scavi archeologici effettuati in loco.

Dirigendoci verso sud, ecco un’altra “capatina” al mare degna di nota: ci siamo diretti verso il Monastero di Zvernec (GPS N 40,51745 E 19,40632), è un bel  monastero che si trova in un’isoletta collegata alla terraferma da una passerella in legno. Il monastero è stato costruito nel XIII secolo e accanto troviamo la Chiesa di Santa Maria che da poco è stata riconsegnata alla Chiesa ortodossa e dove ogni 15 Agosto si celebra con solennità la festa dell’’Assunzione.

Ritornando sui nostri passi, raggiungiamo la città di Vlore (Valona) il cui porto si trova a solo 72 km dalla costa italiana: in effetti incrociamo diversi camper italiani che sbarcano per godere del bellissimo mare della zona e poi raggiungere la Grecia. A Valona visitiamo la Moschea Muradi (in albanese Xhamia e Muradies) costruita nel 1542 (GPS N 40,46856 E 19,49091), meravigliandoci che sia “utilizzata” come una rotonda all’incrocio tra sei strade oltre che come moschea a tutti gli effetti: è un edificio molto elegante e raffinato in pietra rossa e bianca con un piccolo minareto.

Costeggiamo il mare, dove molti turisti godono delle spiagge basse e sabbiose e ci inerpichiamo verso il passo del Llgarase: con alcuni tornanti raggiungiamo facilmente i 1000 metri di quota e, sembra impossibile ma rapidamente il paesaggio passa da quello mediterraneo a quello alpino con ampi boschi di conifere. Troviamo diverse possibilità di sosta notturna e per le nostre foto e scendendo dal passo decidiamo di dirigerci verso Dermi, dove sappiamo esserci dei villaggi con spiagge e mare stupendo. Dall’alto del Passo abbiamo visto splendide spiagge a mezzaluna con un mare blu  e le troviamo davvero. Il mare è limpido e azzurro, con un fondale di sassolini bianchi, la spiaggia è bianca: dobbiamo fare uno sforzo per ricordarci di essere in Albania…

Proseguiamo verso Himare per raggiungere un altro luogo di cui abbiamo sentito parlare in modo positivo: Porto Palermo. Si trova in un’ampia insenatura, con una baia perfettamente riparata utilizzata dagli eserciti di mezzo mondo per nascondere navi militari e sommergibili; troviamo oltre agli immancabili pescatori che con i loro pescherecci vendono dell’ottimo pesce,  anche un Castello dalla straordinaria forma triangolare e un piccolo monastero dedicato a San Demetrio. Il paesaggio, il clima e il mare invogliano a rimanere, non ci sono strutture se non un piccolo ristorante, ma in realtà l’immersione nella natura è massima.

Costeggiamo il mare, dove molti turisti godono delle spiagge basse e sabbiose e ci inerpichiamo verso il passo del Llgarase: con alcuni tornanti raggiungiamo facilmente i 1000 metri di quota e, sembra impossibile ma rapidamente il paesaggio passa da quello mediterraneo a quello alpino con ampi boschi di conifere. Troviamo diverse possibilità di sosta notturna e per le nostre foto e scendendo dal passo decidiamo di dirigerci verso Dermi, dove sappiamo esserci dei villaggi con spiagge e mare stupendo. Dall’alto del Passo abbiamo visto splendide spiagge a mezzaluna con un mare blu  e le troviamo davvero. Il mare è limpido e azzurro, con un fondale di sassolini bianchi, la spiaggia è bianca: dobbiamo fare uno sforzo per ricordarci di essere in Albania…

Proseguiamo verso Himare per raggiungere un altro luogo di cui abbiamo sentito parlare in modo positivo: Porto Palermo. Si trova in un’ampia insenatura, con una baia perfettamente riparata utilizzata dagli eserciti di mezzo mondo per nascondere navi militari e sommergibili; troviamo oltre agli immancabili pescatori che con i loro pescherecci vendono dell’ottimo pesce,  anche un Castello dalla straordinaria forma triangolare e un piccolo monastero dedicato a San Demetrio. Il paesaggio, il clima e il mare invogliano a rimanere, non ci sono strutture se non un piccolo ristorante, ma in realtà l’immersione nella natura è massima.

Concludendo possiamo affermare che la nostra esperienza in Albania è stata più che positiva: certamente non abbiamo setacciato il Paese palmo a palmo, ne abbiamo solo saggiato qualche località e prevalentemente lungo la costa o nei luoghi toccati dalla storia. L’Albania è un Paese che durante il periodo comunista fu lasciata veramente in uno stato di arretratezza senza eguali, ora si sta rilanciando e cerca di cancellare le tracce di quel passato, anche se gli immancabili bunker (più di 500) costruiti a scopo difensivo da Hoxha,  il “compagno” che per quarant’anni governò il Paese, sono continuamente visibili e ci accompagnano nel viaggio. 

Abbiamo incontrato persone affabili e ospitali, assaggiato cibi nuovi per noi però sempre molto buoni e genuini, abbiamo visto paesaggi quanto mai vari e straordinari, luoghi in cui la natura è ancora incontaminata e altri ormai già troppo sfruttati… certamente ci siamo fatti resi conto che in Italia abbiamo dell’Albania un’idea che è, purtroppo, un po’ intrisa di pessimismo e di diffidenza, mentre in Albania e per molti albanesi, l’Italia è ancora idealizzata e considerata il paese del bengodi.

Nota per i golosi, da provare:

Byrek albanese: una torta salata con le sfoglie, presente anche nelle cucine turca, bulgara, serba ecc in pratica tutti gli stati che furono parte della dominazione ottomana. Il byrek viene riempito con ricotta salata, ricotta e spinaci, porri, carne oppure con cipolle e porri. Spesso è venduto come “cibo di strada” o nei baracchini lungo le spiagge, nei ristorante invece costituisce l’antipasto.

Pasticcio è un piatto che ha come base i spaghetti, uova, latte ed  formaggio. E’ l’equivalente della nostra pasta al forno.

Spiedini di agnello e capretto e, più in generale, carne alla griglia: è una vera delizia diffusa in tutto il paese con diverse varianti, comunque sempre molto gustose. 

Llokum piccoli dolcetti  dolce di origine turca. Il gusto è dolcissimo e gelatinoso, non piace a tutti; ci sono di diversi tipi di llokum: con zucchero a velo, al cocco, alle noci e ai pistacchi.

Dhalle una bevanda tipica è yogurt naturale “allungato”con acqua ed un pò di sale. Si beve fredda e soprattutto d’estate. 

Chiai foglie essiccate di una pianta simile alla melissa: in infuso viene utilizzata come rimedio contro i raffreddamenti e i malesseri.

Rakia la grappa: in ogni ristorante ve ne sarà offerto un bicchierino al termine del pasto. Il tasso alcoolico è alto, ma la bevanda piace.  Nei vecchi bar si vedono persone che di prima mattina ordinano caffè e grappa.

Vademecum

In Albania le strutture ricettive per i camper non sono molte, tuttavia basta contattare qualunque benzinaio, bar o ristorante con recinzione che immediatamente il gestore si offre per ospitare il nostro veicolo, in più è gradita la conversazione in italiano ed è possibile consumare un pasto con pochi euro. Più costosi, ma comunque lontani dai prezzi italiani, i campeggi lungo la costa.

Idee per la sosta in Albania

Camping “Paemer” località Synei  (26 €/giorno per camper e quattro persone) GPS N 41,18215 E 19,47774

Area sosta camper – Taverna “Lazaro” località Berat (7 €/giorno per camper e quattro persone) GPS N 40,71357 E 19,94472

Hotel “Panorama” passo Llgarase 1010 m. alt. (sosta compresa nel costo della cena – circa 25 € per quattro persone) GPS N 40,19654 E 19,59684

Area libera di sosta – Porto Palermo (1 € al “pseudo”guardiano)GPS N 40,06250 E 19,79372

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