Pensando ad una vacanza in Olanda si cade facilmente nel clichè  “mulini a vento, formaggio Gouda, canali, mucche” ma se è vero che la regione olandese non è immensa e si gira in pochi giorni, è pur vero che ridurre solo a pochi aspetti una vacanza è veramente riduttivo. Se a questo si aggiunge un certo interesse per l’arte, l’architettura e il design, il gioco è fatto!

Certamente per una vacanza in Olanda la bicicletta è un obbligo: i chilometri di piste ciclabili quasi completamente pianeggianti convincono anche il più incallito degli amanti dei motori a lasciare parcheggiato il mezzo in un campeggio per muoversi in assoluta libertà sulle due ruote.

Ecco perché noi abbiamo scelto per la visita di Rotterdam, la sosta presso l’unico campeggio cittadino e da qui con le nostre biciclette abbiamo raggiunto il centro città. 
Bisogna sapere che Rotterdam è nata lungo il fiume Rotte ma durante la seconda guerra mondiale è stata praticamente distrutta perciò appare ai nostri occhi molto moderna, diremmo praticamente contemporanea. 

Infatti partendo dalla zona della stazione centrale,  costruita appunto nel secondo dopoguerra ma ammodernata una decina di anni fa con un aspetto avveniristico, si snoda una delle principali arterie che conducono nella zona più centrale. Incontriamo quasi subito una delle mille sculture urbane disseminate in città: si tratta del “Santa Claus” di Paul McCarty: un Babbo Natale in bronzo che impugna un “alberello” che richiama le sembianze di un preservativo e ciò, com’era ovvio, ha sollevato grandi discussioni sull’opportunità che un oggetto simile si trovasse in centro città. 

Proseguiamo verso il Markthal, il mercato coperto della città: praticamente una grande piazza – mercato coperta, con annessi appartamenti e uffici che si affacciano sia nel lato verso l’esterno che verso l’interno dell’edificio. Proprio accanto una delle principali attrazioni cittadine: le “case cubiche” (Kubuswoningen). In pratica sono delle comuni abitazioni di forma cubica ma realizzate inclinate di 45° che costituiscono un complesso residenziale, comprendente anche bar e ristoranti. Per noi è stato molto interessante entrare e visitare un appartamento modello: l’architetto Piet Bloom  le ha ideate pensando ad un nucleo familiare normalissimo e così si trova tutto ciò che può servire pur con delle caratteristiche particolari.

Da qui si vede un’altro edificio strano e colorato, il palazzo a forma di matita chiamato  “The Pencil”; nella stessa zona  visitiamo anche la “chiesa vecchia”, cioè la chiesa dedicata a San Lorenzo (Laurenskerk) che è forse l’unico edificio medievale ancora presente in città.  E all’esterno non si può non soffermarsi ad osservare la statua dedicata ad Erasmo da Rotterdam, se non altro per i ricordi scolastici di ore passate a studiare filosofia…

Con una breve pedalata raggiungiamo  il “Cigno” o meglio il ponte dedicato all’illustre cittadino “Erasmusbrug”: un ponte dalla struttura strallata e moderna: un unico pilone asimmetrico da cui parte una fila di cavi di sospensione in acciaio, che ci conduce verso il molo del porto di Rotterdam.

Intanto qui ci sono modernissimi grattacieli come il “De Rotterdam”, il palazzo più alto della città, costituito da  tre torri che ospitano uffici, hotel e appartamenti oppure il “KPN Telecom” che Renzo Piano ha realizzato con una facciata inclinata di circa 6°, esattamente come l’inclinazione dei cavi del ponte “Erasmo” ma anche l’Hotel “New York”, che ha resistito ai bombardamenti e che un tempo era la sede della Holland-America Line, che collegava Rotterdam a New York.  Dalla banchina presso l’hotel sono stati ricostruiti i punti di partenza degli emigranti di mezz’Europa che da qui cercavano fortuna verso il Nuovo Mondo con delle installazioni e dei pannelli esplicativi.

Ci spostiamo verso il vecchio porto, cioè verso il Delfshaven, cioè quello che un tempo era il porto della città di Delft. Qui troviamo il quartiere storico, ancora una volta risparmiato dai bombardamenti dove abbiamo potuto ammirare, ma solo dall’esterno, purtroppo, la chiesa dei Padri pellegrini che, già scappati dall’Inghilterra,  da qui sono partiti alla volta dell’America. 

Con le nostre bici ci lasciamo alle spalle il centro città per dirigerci verso il mare e incontriamo dapprima una zona verdeggiante e addirittura una fattoria ma poi proseguiamo verso il “Culture Campsite”, cioè un campeggio sui-generis dove non ci sono camper o roulotte tradizionali ma piccole strutture realizzate da artigiani creativi  con materiali riciclati: non solo è possibile visitare il campeggio ma addirittura si può chiedere di dormire per una o più notti in una delle innumerevoli casette.

Torniamo sui nostri passi e raggiungiamo la zona dei musei: incontriamo un fermento di lavori e di attività, lavori in corso che ci svelano aggiornamenti continui, tra cui il Depot del Museo Bijmans Voan Beuningen, cioè il deposito delle opere del grande museo che all’esterno si presenta come un’enorme scodella dalla superficie riflettente e accanto, una delle più grandi collezione di architettura del mondo si trova nell’Het Nieuwe Instituut, il museo dedicato all’architettura, alla pianificazione e alla progettazione urbana al design e alla cultura digitale. Questo museo praticamente confina con la Huis Senneveld, una villa in puro stile funzionalista olandese fatta costruire da un ricco imprenditore della città.  Nel 1933 Albert Senneveld  incarica lo studio Brinkman e Van der Vlugt di progettare, costruire e arredare la Casa Ideale, ovvero la Casa Perfetta: visitare la villa ci permette di entrare nella vita quotidiana di una famiglia in una casa ultramoderna per l’epoca. Prima di lasciare la via dei musei ecco una scultura di Picasso, proprio all’incrocio: si tratta di Sylviette, una musa dell’artista che qui diventa  una scultura-disegno. Insomma questa è una città in cui, ovunque ci si trova, si fanno scoperte interessanti.

Sempre usando la nostra bicicletta, con una facili ciclabili  raggiungiamo la cittadina di Delft, celeberrima per le sue ceramiche blu e dove ha vissuto J. Van der Vermeer, pittore che ricordiamo per la sua famosissima  “Ragazza dall’orecchino di perla” e, in un’altra giornata,  una chicca inserita nell’elenco dei monumenti patrimonio UNESCO, il grande “Kinderdijk” cioè un gruppo di ben 19 mulini a vento che servirono per far defluire l’acqua dei polder e ottenere una zona coltivabile.

E così ripiombiamo nella solita Olanda fatta di mulini, mucche e formaggi ma, fortunatamente, questa volta non è stato solo il solito clichè.

Per la sosta:

City Camping Rotterdam
Kanaalweg 84 / 86 – Rotterdam

GPS N 51,931478 E 4,444263

Campeggio semplice ma ben organizzato, con aree dedicate a camper, tende e caravan. E’ abbastanza ombreggiato, il suolo è erboso. All’uscita del camping parte una ciclabile per il centro città ma c’è anche un fermata dell’autobus.